Giorno 37-44 : Lofoten > Tromso

Giorno 37-44 : Lofoten > Tromso

22-03-2018By upendo.vibesNo Comments

La settimana passata è stata un po’ stupida, e certamente meno emozionante della scorsa, in cui abbiamo visto l’aurora boreale. La mattina dopo averla vista ci siamo svegliati in quella meravigliosa spiaggetta che ci aveva regalato quella meraviglia della natura e abbiamo fatto colazione con il portellone aperto, con il giardino di casa migliore che si possa desiderare. Un sole intenso che provava a scaldare con poco successo, ma comunque trasmetteva tanta positività, soprattutto dopo una notte così ricca di emozioni come era stata quella precedente.

Dopo colazione siamo ripartiti e ci siamo resi conto dopo qualche ora di viaggio che i freni non funzionavano benissimo, e piano piano la situazione è diventata pericolosa. Abbiamo comunque continuato a guidare MOLTO LENTAMENTE perché avremmo dovuto raggiungere Tromso per trovare un meccanico che potesse ripararcelo. Nel frattempo dovevamo soltanto ripercorrere le Lofoten fino a sud per visitare A i Lofoten (famosa cittadina piena di casette rosse dei pescatori) per poi ripercorrere tutte le isole fino a nord per tornare sulla terraferma. Ovviamente prendendocela con molta calma, visto il mal funzionamento dei freni.

Ci siamo completamente innamorati di quel paesino, delle sue casette rosse (ora la maggior parte sono diventate B&B e affittacamere, togliendo un pizzico si poesia), del suo silenzio immerso nella neve, dei suoi contrasti, dei suoi paesaggi pittoreschi, del suo freddo pungente. Un altro posto da aggiungere alla nostra lista di “luoghi in cui tornare in estate”

Attraversando di nuovo le isole ci siamo imbattuti sempre più frequentemente nel fantastico metodo di essiccatura del pesce, scoprendo come nasce lo stocafisso. L’odore non era di certo dei migliori, ma lo spettacolo di questi pesci appesi ordinatamente in fila ci ha lasciati a bocca aperta e poco importava se non si riuscisse quasi a respirare.

Il viaggio è proseguito così, tra uno stupore e un altro, percorrendo km con i freni quasi del tutto inutili, due van e una destinazione comune: Capo Nord. Eravamo tutti e 4 così esaltati dall’esperienza della sera precedente che ormai avevamo imparato anche a sopportare benissimo il freddo norvegese. Quella sera eravamo convinti di poterne vedere un’altra, un’altra bellissima aurora. La giornata era stata limpida e senza nemmeno una nuvola per tutto il giorno, purtroppo però durante la sera era arrivata qualche nuvola che sembrava proprio volerci impedire di soddisfare il nostro desiderio. Così, per non perderci nemmeno un minuto di quel “bagliore magico” abbiamo deciso di aspettarla all’aperto, temerari. Abbiamo trovato uno spiazzo un po’ isolato dove fermarci con i van e abbiamo acceso un bel falò vicino al mare. Ognuno ha cucinato dentro il suo van e poi ci siamo ritrovati intorno al fuoco a mangiare, a chiacchierare e ad aspettare la nostra seconda aurora.

Il destino aveva però piani diversi, e il cielo si è quasi del tutto coperto nel giro di mezz’ora. Rassegnati e un po’ demoralizzati ci siamo concentrati su una cosa molto importante: scaldarci costantemente e ricaricare di legna il focolare il più spesso possibile. Eravamo intenti a discutere di quanto fossimo stati fortunati la sera prima, la nostra prima sera alle Lofoten, a vederne una così grande, quando improvvisamente ci siamo accorti che in cielo stava avvenendo un altro miracolo: l’aurora boreale di quella sera era talmente potente da riuscire a vedersi anche attraverso le nuvole. Una combinazione tanto strana quanto affascinante: ne eravamo totalmente estasiati. Ce la siamo goduti finché abbiamo potuto , fino a che avevamo legna sufficiente per scaldarci, dopo di che siamo andati a letto, soddisfatti e soltanto un po’ infreddoliti.

La mattina dopo ci siamo svegliati con un messaggio sulla nostra pagina Facebook di un ragazzo francese (Floris) che era arrivato con il suo van nella nostra piazzola nella notte mentre dormivamo, si era messo a dormire a fianco a noi e poi la mattina, prima che ci svegliassimo, era partito. Dopo esserci scambiati qualche messaggio e aver scoperto che anche lui avrebbe fatto più o meno lo stesso giro, abbiamo deciso di rivederci e di conoscerci dal vivo. Abbiamo così passato una giornata insieme a lui alla scoperta delle Lofoten, fino a che non ci ha abbandonati per surfare su una spiaggia (brrrrr).

Abbiamo poi raggiunto Tromso dove abbiamo scoperto da un meccanico che bisognava cambiare la pompa del freno, ma né lui né un secondo meccanico a cui abbiamo chiesto, avevano posto per i successivi 4-5 giorni, oltre al fatto che avremmo dovuto spendere molti soldi dati i prezzi esagerati che la Norvegia è solita regalare. Consultandoci telefonicamente con Glenn e José, i nostri amici di Kristiansand, abbiamo scoperto che avremmo potuto comprare una nuova pompa del freno per poi montarla da soli con l’aiuto di video tutorial su youtube, pareva fosse una cosa semplice. Siamo andati in un negozio di ricambi per auto e, dato che non l’avevano, ci siamo fatti ordinare il pezzo, che sarebbe però arrivato 5 giorni dopo. Abbiamo quindi passato un paio di notti in un campeggio (potendo così utilizzare la preziosa e “lussuosa” stufetta elettrica e dormire al calduccio.) mentre Julia e Kevin erano in sosta libera poco lontano, poi li abbiamo raggiunti fino ad aspettare il giorno in cui sarebbe arrivato il pezzo. Quando finalmente è arrivata la nostra pompa del freno siamo andati a ritirarla e poi, nel parcheggio, con l’aiuto del video tutorial Jamie è riuscito in un’oretta a sistemarla e finalmente i freni funzionavano di nuovo. Potevamo ripartire. Non prima però di prendere un cartello stradale in fronte. Jamie stava camminando da un negozio di bricolage fino a Djambo e si è distratto per guardare un altro van,  non vedendo il cartello davanti a lui e prendendolo dritto in faccia e procurandosi un vistoso taglio in fronte (fortunatamente niente di grave). Adesso siamo pronti e ripartiamo, proviamo a prendere la strada per Capo Nord, con i nostri freni funzionanti, un taglio in testa in più, e il sole che splende. A presto.



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