Giorno 21 : Hobro > Odensa

Giorno 21 : Hobro > Odensa

27-02-2018By upendo.vibesNo Comments

Tutta la verità su ieri sera.
Ieri ho guidato tutto il giorno io, di solito lo fa quasi sempre Jamie.
Inizialmente stile fast and furious Tokyo drift, sulla sabbia di quella spiaggia di cui vi ho parlato ieri. Però poco fast, e senza furious. In Danimarca. Insomma, ho guidato sulla sabbia e mi sentivo fighissima.
Poi ci siamo incamminati verso Aarhus, a circa 3 ore di macchina da Skagen e dall’incontro dei due mari del nord.
Mancavano circa 50 minuti all’arrivo e le mie palpebre si stavano chiudendo. Ho chiesto a Jamie “ma non ti annoi a stare sempre seduto lì a non fare niente? Vuoi che ti dia il cambio?”. Ha sorriso, ha colto il mio segnale nemmeno troppo velato e ha risposto con un “okay, guido io. Fammi però finire di mandare questa email”. Nemmeno il tempo di finire la parola EMAIL, che già di per sé è corta, che percepisco qualcosa di strano: Djambo stava rallentando, nonostante il mio piede sull’acceleratore. Due secondi per realizzare e per esclamare un “cazzo, la benzina!” seguito da qualche insulto amorevole di Jamie che mi ha ricordato che forse avrei dovuto controllare la tacca del serbatoio almeno una volta nella giornata. Panico. Fermi in autostrada, nel mezzo del niente. Solo campagna. Io in queste situazioni non ragiono, vado in tilt, ma per fortuna ho il mio GPS, il mio faro e il mio first aid kit e si chiama Jamie. Ha controllato Google Maps, mi ha fatto mettere la folle, ha spinto Djambo per un centinaio di metri fino ad arrivare a un cavalcavia. Ci siamo messi le pettorine, abbiamo tirato giù la sua bicicletta. È sceso giù dalla scarpata che conduceva alla strada sotto al cavalcavia, ha pedalato per 20 minuti, ha raggiunto un benzinaio, ha riempito la tanica da 20lt, ha ripedalato per altri venti minuti ed è arrivato a salvarmi. A salvarCI. Abbiamo riempito il serbatoio, e siamo ripartiti.
Tutto questo alle 9 di sera.
Tutto molto bello. Abbiamo un nuovo eroe.
Inutile dire che ad Aarhus non siamo riusciti ad arrivare, e ci siamo fermati ad Hobro, in un campeggio, una settantina di km prima.
Naturalmente prima abbiamo fatto tappa dal benzinaio che ci aveva permesso il salvataggio dall’autostrada, quello in cui Jamie aveva riempito la tanica, per fare il pieno ed essere sicuri di non ripetere la disavventura. Siamo arrivati in campeggio che eravamo così stanchi da non avere nemmeno le forze per cucinare qualcosa di decente, così ho preparato un delizioso e sanissimo risotto pronto, per fare il prima possibile. Alle 11 eravamo già sotto le coperte, esausti e con una nuova avventura degna di essere raccontata al “mondo”, per sentirmi dire quasi sicuramente, dagli amici più intimi, che si è trattata di una vera e propria “sandrata”.

Stamani, dopo la giornata pesante di ieri e la cena sconfortante, abbiamo deciso che ci meritavamo una colazione “scaccia-sconforto”. Quindi niente van, niente the e biscotti ma un vero e proprio bar, seduti comodamente al tavolino. Non abbiamo trovato neanche un bar aperto, la giornata iniziava male. La scelta è ricaduta su qualche biscotto mangiato guidando e senza the, perché ormai eravamo in viaggio e non avevamo voglia di fermarci per far bollire l’acqua. Ci siamo diretti verso la nostra successiva tappa danese, ignota, decisi a fare quanti km avessimo voglia data la forte nevicata iniziata nella notte e il lento procedere per le strade. Siamo arrivati a Odense nel primo pomeriggio, dopo circa 200 km, abbiamo parcheggiato in centro e siamo andati in esplorazione della città, deliziosa e molto dinamica, conosciuta soprattutto per essere la città natale del genio delle favole, Hans Christian Andersen. Ci siamo così concentrati sulla nostra visita danese che ci siamo completamente dimenticati di scattare fotografie, talmente eravamo presi dalle stradine di questa città. Ci siamo anche ricordati, improvvisamente, che non avevamo ancora pranzato, così ci siamo letteralmente lanciati in un caldissimo e accogliente locale e abbiamo ordinato due meravigliosi panini al salmone accompagnati da un succo di mela e uno di sambuco, i più buoni mai assaggiati. E’ stato anche l’unico momento della giornata in cui abbiamo pensato a scattare qualche fotografia.

Finito di mangiare, dopo una spesa e qualche telefonata abbiamo optato nuovamente per un campeggio, date le condizioni meteorologiche. Ne abbiamo trovato un altro che utilizza quella fantastica opzione di “quick-stop” e che ti fa risparmiare un sacco di soldi, pagando una cifra minore e quasi dimezzata per sostare soltanto la notte e ripartire la mattina presto. Stasera la cena è stata altrettanto triste, mai quanto ieri ma ai soliti livelli: zuppe pronte in busta. Quanto meno ci siamo riscaldati. Da domani dovremo necessariamente mangiare qualcosa di fresco e qualche verdura, se vogliamo sopravvivere quattro mesi. Sazi di “ottima” zuppetta, dopo avere lavorato al computer e guardato una sola puntata di “GOT”, vi auguriamo buonanotte. Da Odense è tutto, a domani.

Sandra e Jamie


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published. Required fields are marked *