Giorno 19 : Flensburg > Skagen

Giorno 19 : Flensburg > Skagen

25-02-2018By upendo.vibesNo Comments

Stamani siamo partiti con un obiettivo prefissato molto importante, anzi due : fare una maxi spesa per avere scorte prima di entrare in Danimarca (dove tutto è più caro, dicono), e riuscire ad arrivare a Skagen , il punto più a nord della Danimarca. Abbiamo trovato un supermercato a pochi km dal confine, siamo rimasti a bocca aperta così ci abbiamo passato un’ora abbondante, sconvolti dalla quantità di schifezze a grandezza sovraumana e dalle confezioni di cibo più grandi che avessimo mai visto.

Dopo aver scherzato ridendo di quelle stranezze in mezzo agli scaffali, dopo aver conosciuto una coppia di italiani che vive a Flensburg che ci ha confermato che anche loro la prima volta in quel supermercato erano rimasti scioccati, dopo aver constatato che metà Danimarca era li a fare la spesa per fare scorta a prezzi bassi, ci siamo avviati vero Djambo e siamo partiti verso nord, pronti a mettere la spunta su un’altra nazione.

Dopo più di 400 km, guidando tutto il giorno come sempre su strade statali e fermandoci ogni tanto a scattare foto ogni volta che trovavamo qualcosa che attirasse la nostra curiosità, siamo arrivati in un campeggio a mezz’ora da Skagen alle 10 di sera e dovevamo ancora cenare. Ce ne siamo fregati. A 5 minuti a piedi e a – 5 gradi c’era una spiaggia, dovevamo esplorarla. La luna non era piena ma ci illuminava la strada. Belle case sparse qua e là, tutte rigorosamente basse, senza tende e con finestre enormi. Ci sentivamo invadenti senza nemmeno guardare dentro. La strada per il mare era illuminata bene, ma una volta entrati nella via selvaggia che portava direttamente alla spiaggia iniziava a non vedersi più niente. Con la coda dell’occhio ho visto la mano di Jamie che andava in automatico verso la torcia.. “no! Non l’accendere. Abituiamoci al buio”. Pian piano i nostri occhi si sono adattati e ci siamo trovati davanti a uno spettacolo a cui non eravamo preparati : dune di sabbia, di tutte le dimensioni e altezze, con piccoli ciuffi d’erba piegati e danzanti con l’aiuto del vento. Una distesa di sabbia infinita, il mare. La luna. Ecco, la luna ha giocato un ruolo fondamentale in questo quadro : tutti i riflessi erano argentati, la sabbia in alcuni punti brillava perché ghiacciata, sembrava di essere in un sogno. “dai, facciamo qualche foto”…”OK” e poi quel messaggio, sullo schermo della Canon : NESSUNA CARD.
Niente, dimenticata in campeggio, non potevamo fotografare e immortalare niente di tutto quello che avevamo davanti.
Siamo arrivati a una conclusione :
Quando succedono queste cose, significa che NON DOBBIAMO fotografare. Significa che quel momento deve rimanere solo nostro, senza condivisioni. Sarà scolpito nella nostra mente per sempre e avrà un significato ancora più profondo. Jamie ha concluso con un diplomatico “è vero, certe cose vanno fotografate, altre guardate”.

Siamo tornati, felici, verso il campeggio e ci siamo cucinati un piatto di pasta nella grande sala comune con cucina che il campeggio offriva, ed era tutta per noi. Due porzioni molto abbondanti di pasta al sugo, qualche partita a carte e poi, finalmente, a letto. Buonanotte danese.



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