Giorno 11 : Ghent > Bruges

Giorno 11 : Ghent > Bruges

17-02-2018By upendo.vibesNo Comments
Buongiorno belga.
Stamattina siamo partiti per Bruges e siamo riusciti ad arrivare ad un orario decente, senza troppe soste come facciamo di solito. Non ci siamo persi nei dettagli e nelle sfumature, nelle foto e nei video, perché volevamo riuscire ad arrivare in tempo per vedere Bruges con la luce del sole. Abbiamo trovato un campeggio a soli 3 km dalla città e ci siamo arrivati che era ancora giorno, ed eravamo proprio fieri di questo. Il camping Memling era il campeggio più nuovo e tecnologico che avessimo mai visto. Il check in era automatico, inserirvi i tuoi dati tramite un macchinetta /computer, selezionavi i servizi di cui avevi bisogno, quanti giorni ti saresti fermato e sceglievi la tua piazzola. Dopo aver pagato ti veniva rilasciata, oltre alla ricevuta, la tessera per entrare dalla sbarra automatica. A noi è sembrato bellissimo.
Dopo esserci lavati e sistemati nella piazzola, ci siamo avviati in bicicletta alla scoperta di Bruges. Appena entrati in città ci siamo resi conto che si trattava di una città meravigliosa, tutto sembrava magico, le luci calde, le strade acciottolate poco frequentate ma sicure, i lampioni rassicuranti, tutto dava l’idea di essere un luogo di altri tempi. Ben presto abbiamo scoperto che, nonostante fossero appena le 8 di sera, qualche ristorante cominciava a dirci che era tardi per mangiare, così abbiamo “insertito il turbo” alla ricerca del posto perfetto. Lo abbiamo trovato poco dopo: un piccolo pub/ristorante, caldo e accogliente come piace a noi. Abbiamo ordinato una crêpes prosciutto e formaggio (io) e un piatto di salmone affumicato (Jamie), abbiamo bevuto un paio di birre a testa e scoperto perché sono così famose le birre belghe. Andavano giù che era un piacere, rimaneva in bocca un sapore delizioso, e difficilmente riuscivi a non bere dopo ogni boccone.
A stomaco pieno ci siamo avventurati alla scoperta della città e ci siamo innamorati di uno scorcio in particolare. Un fiume, un ponte, case in sasso, quelle ormai familiari luci calde. Uno di quei posti in cui ti aspetti di trovare sempre la fila per poterlo fotografare, ma noi siamo stati fortunati ed eravamo soli, dopo che le uniche due persone che c’erano se ne sono andate. Siamo rimasti semplicemente in silenzio a guardarlo, con i piedi penzoloni sul fiume, posando per un attimo la macchina fotografica. Ed ecco che tutto si è fatto più chiaro: siamo partiti dall’Italia e ancora non avevamo ben realizzato cosa fosse questo viaggio e cosa avrebbe comportato. In quel momento, nel silenzio di Bruges, lo abbiamo capito: spensieratezza libertà, fuga, felicità.
Nel silenzio della città e con il vento freddo che ci soffiava addosso mentre eravamo in sella alle nostre bici, siamo tornati al campeggio. Voglio ricordare per sempre la sensazione che ho provato davanti a quello scorcio, in compagnia della persona che amo, mentre tutto il mondo e tutti i problemi stupidi sembravano svanire. Voglio ricordarlo, e penso mi basterà guardare queste foto per provare ancora quelle sensazioni.
Buona notte Bruges.


Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published. Required fields are marked *