Giorno 2 : Milano > Como

Giorno 2 : Milano > Como

08-02-2018By upendo.vibesNo Comments

Ieri sera ero troppo stanca per poter scrivere qualcosa. Non bastava la partenza a spinta, ci voleva anche la spia del liquido di raffreddamento che ha lampeggiato durante tutta la durata del viaggio, ogni 20 minuti. Ogni volta che si accendeva ci fermavamo negli autogrill o nelle aree di sosta e stavamo fermi una ventina di minuti per far raffreddare il motore. Così facendo abbiamo impiegato 4h e 20 per arrivare a Milano (di solito ce ne mettiamo 2). Arrivati, esausti, siamo andati a letto. Il giorno dopo abbiamo sistemato il van, siamo saliti a bordo nel cortile di via Malaga, abbiamo salutato tutti e..NON È PARTITO. Nel frattempo avevamo già chiamato un meccanico di Como specializzato in vw t3 per dirgli che passavamo da lì per il problema della spia di raffreddamento. Quindi lo abbiamo richiamato per dirgli che avevamo un “piccolo” problema in più, il van non partiva. Dopo che gli abbiamo spiegato, ci ha elencato le possibili problematiche e ci ha detto senza troppi giri di parole che “se dovessi seguire il calendario appuntamenti sarei libero ad aprile, ma dato che dovete partire farò un’eccezione”. Insomma, dovevamo andare assolutamente a Como, rimaneva solo da riuscire a far partire Djambo. Abbiamo così iniziato a spingerlo in 4 per un po’ ma non ne voleva sapere. Andre (il coinquilino di Jamie) ha così optato per un diplomatico “andiamo a mangiare, riproviamo dopo”. Abbiamo mangiato, abbiamo riprovato un paio di volte con due paia di braccia in più (nel frattempo arrivati per salutarci con tanto di spumante). Dopo un po’ di fatica, qualche imprecazione, è finalmente ripartito. Potevamo andare. Salutando tutti abbiamo trionfalmente salutato tutti mentre uscivamo da via Malaga.

Siamo arrivati a Como. Entrare dentro “on the road” è davvero affascinante, è un ospedale di t3. Tutti li pronti per essere “operati” per poi tornare a sfrecciare sulla strada più forti di prima. Ci siamo fatti fare la diagnosi e un preventivo: 1500 €. Mentre il ragazzo diceva il prezzo sono stata contenta che fosse al computer, girato di spalle, e che non mi abbia vista piangere. Ho cercato di nasconderle anche a Jamie ma lui mi conosce troppo bene e l’ha percepito senza nemmeno girarsi a guardarmi. Non è stato decisamente un buon inizio di viaggio.
Dopo il verdetto ce ne siamo andati, sconsolati, a cercare un parcheggio dove poterci fermare la notte, dato che l’officina ormai chiudeva è dovevamo essere la mattina seguente pronti per “l’operazione” appena apriva.
I ragazzi di “on the road” ci hanno consigliato di fermarci in un posto non troppo lontano, così che se non fosse ripartito la mattina seguente ci sarebbero venuti a prendere. Sotto il loro consiglio abbiamo trovato un parcheggio in prossimità di una discesa, pronto per garantire la spinta necessaria a Djambo in caso di non partenza.
La nostra prima notte in van, anzi prima notte d’inverno (quest’estate l’abbiamo già collaudato). Niente riscaldamento, una zuppetta pronta e tutti a nanna.



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