Giorno 1 : La Spezia > Milano

Giorno 1 : La Spezia > Milano

07-02-2018By upendo.vibesNo Comments

E’ arrivato il giorno. Dopo tutto questo continuo rimandare abbiamo deciso che la data sarebbe stata questa, oggi. Basta, si parte.
E’ passato un anno e un mese da quando Jamie mi ha fatto quella “proposta indecente”. Era gennaio 2017 quando mi ha chiesto “quand’è che ce ne andiamo io e te in giro per il mondo con una jeep”?. La proposta più bella di sempre. Da lì le nostre menti non si sono mai fermate un istante e hanno continuato a macinare idee, a buttare giù schizzi, bozze, progetti.
La proposta me l’ha fatta per telefono, perché in quei giorni ancora non vivevamo insieme, io a Spezia e lui a Milano. Eravamo distanti e per motivi di lavoro non siamo riusciti a vederci per le due settimane successive. Progettavamo e ci proponevamo a vicenda idee solo telefonicamente, era tutto tremendamente esaltante. Ci sentivamo due ragazzini, pieni di vita, emozionati, impazienti, motivati, adrenalinici. Da quella prima idea iniziale siamo poi arrivati a una conclusione quasi definitiva: avremmo comprato un van camperizzato e girato l’Europa vivendo come fotografi, con la speranza di trovare degli sponsor.

Ad agosto abbiamo comprato il mezzo e abbiamo fatto una mini vacanza/collaudo. Era quasi perfetto. Aveva solo bisogno di una rinfrescata, di essere personalizzato e reso nostro. I lavori sono iniziati lentamente, interrotti e intervallati dagli impegni della vita di tutti i giorni, e ci siamo ritrovati ad apportare le ultime modifiche fino all’ultimo giorno, cioè oggi.
Oggi ho passato la giornata a fare e disfare borse, aggiungere cose, toglierne altre. Ho portato i miei vestiti in camera e ho chiesto a Jamie di aiutarmi a fare una cernita e a dividere le mie scelte : l’indispensabile, il fotograficamente interessante, il rinunciabile. Per fortuna è riuscito a farmi lasciare a casa quasi metà bagaglio. Non sono fissata con i vestiti, con la moda o con i cambi d’abito, ma sono una persona perennemente indecisa e incapace di prendere decisioni “così importanti”. Questa decisione è importante in quanto difficile : organizzare vestiti per 4 mesi in un van, tre stagioni diverse e pochissimo spazio a disposizione per metterli, non è cosa da tutti i giorni.
Insomma, dopo mille peripezie e aver caricato il van, come si direbbe dalle nostre parti, “alla belin di cane”, siamo saliti a bordo al comodo orario delle 19.

Baci e abbracci, saluti, lacrime, si va. “Ciao a tutti, ci vediamo a giugno!”. Non parte. il van NON PARTE. “E’ il motore ingolfato!” “Proviamo a spingere!”. 7 di sera, buio pesto, casa della mamma di Jamie, località Ghiaccio. Di nome e di fatto ma tant’è, abbiamo deciso di scaldarci come meglio potevamo: spingendo un Volkswagen T3 del 1990. Maria (mia suocera) al volante, Oscar (suo compagno), Jamie ed io, a spingere. In salita. Sarebbe stato facile avere il muso del van rivolto verso la discesa ma no, a noi piacciono le cose complicate. Con la nostra spinta dovevamo farlo camminare in retromarcia, curvando, in salita: un gioco da ragazzi. Dopo un’ora, 17 bestemmie interiori (qualcuna no), 4 ernie al disco, siamo riusciti nell’impresa: era rivolto verso la discesa. A quel punto siamo saliti a bordo sperando nella buona sorte, ci siamo lanciati giù per la discesa e dopo qualche curva ….Vrrooooom. Il motore è partito. Abbiamo clacsonato per due minuti per annunciare la nostra partenza e siamo veramente, e finalmente, partiti. Direzione: Milano.



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